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3.2.1 La struttura della scheda terminologica

Come vedremo più avanti, esistono vari modelli di schede terminologiche, alcune illustrate, altre con molti campi, altre ancora che presentano solo i campi fondamentali. Qui presenteremo un modello di scheda generico. I campi fondamentali sono quelli sottolineati:
1. LEMMA: qui occorre indicare il termine analizzato. I termini vanno registrati nella loro forma di base (i sostantivi al singolare, i verbi all’infinito, gli aggettivi al maschile), mentre i sintagmi devono essere riportati nel loro ordine naturale.
2. DOMINIO E SOTTO-DOMINIO: indica a che settore specialistico fa riferimento il termine. Il sotto-dominio rappresenta un riferimento ancor più dettagliato.
3. INFORMAZIONE FONETICA: è la trascrizione fonetica del termine secondo l’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA).
4. INFORMAZIONE LINGUISTICA: qui si indicano le informazioni grammaticali (natura, genere e numero del termine).
5. CONTESTO: è una frase completa estratta da un testo autentico che permette di spiegare meglio il significato del termine e il suo comportamento linguistico. In questa voce sarà utile presentare un verbo in una sua coniugazione irregolare, un plurale o un femminile irregolari ma, soprattutto, le collocazioni del termine. Il termine oggetto della scheda deve essere evidenziato in neretto
6. DEFINIZIONE: testo che descrive in modo preciso la nozione cui il termine analizzato fa riferimento. Oltre ai requisiti già analizzati nel paragrafo 2.3 (vedi ), la definizione dovrà essere:
- preferibilmente contenuta in una sola frase, nella quale non deve figurare il termine da definire;
- composta dal termine generico e dalle caratteristiche essenziali del concetto; inoltre, il termine generico deve appartenere alla stessa categoria grammaticale del termine analizzato;
- specifica per il dominio al quale appartiene il concetto e non deve contenere l’indicazione del dominio, visto che c’è già una voce apposita (“dominio”).
7. NOTA TECNICA: costituisce un approfondimento della descrizione del concetto fornita dalla definizione. Si potranno indicare, ad esempio, le parti che costituiscono un macchinario, le fasi di un processo…
8. NOTA LINGUISTICA: presenta ulteriori informazioni riguardo all’uso di un termine e alle sue particolarità linguistiche del termine, come ad esempio:
- irregolarità ortografiche (trattini, accenti, uso maiuscole…)
- femminile/plurale irregolare, un nome collettivo, forma invariabile…
Inoltre, si potrà indicare se il termine presenta degli omonimi o se esistono altri termini derivati della stessa famiglia.
9. ETIMOLOGIA: riporta l’origine e la storia del termine. Nel caso di termini polisemici, è importante riportare l’etimologia del termine appartenente al dominio specialistico che stiamo trattando. Nel caso di etimologie particolarmente dettagliate, l’autore dovrà intervenire rendendo più chiara e fruibile l’informazione.
10. SINONIMI/VARIANTI: qui dovremmo indicare le designazioni equivalenti (sinonimi) o, più spesso, i quasi-sinonimi, oltre alle varianti ortografiche e regionali. La voce dei sinonimi è forse quella che più differisce se confrontiamo le schede di diversi organismi: alcuni sostengono che i sinonimi debbano essere indicati insieme al lemma in quanto non esiste un termine preferenziale, altri sostengono che ogni termine dovrebbe avere una scheda individuale. In ogni caso, è meglio lasciare vuoto questo campo piuttosto che indicare sinonimi poco “sinonimi”, come gli iperonimi, gli iponimi o termini relazionati.
11. ABBREVIAZIONI/SIGLE/ACRONIMI
12. LINK: collegamenti ipertestuali che rimandano ad altri termini a cui il lemma è legato attraverso relazioni concettuali.
13. EQUIVALENTE IN LINGUA STRANIERA
14. AFFIDABILITÀ DELL’EQUIVALENTE: è un indice relativo al grado di sicurezza delle informazioni della scheda e, in particolare, della proposta di traduzione. Solitamente dipende dall’autorevolezza della fonte in cui è stata trovata o da determinate procedure di convalida. Si indica con un punteggio su una scala da 1 a 5.
15. AUTORE DELLA SCHEDA
16. DATA DI CREAZIONE DELLA SCHEDA (e di aggiornamento)
17. FONTI: permettono di valutare il grado di affidabilità della nostra scheda ed è quindi importante che siano attendibili. Nel caso di risorse on-line, occorre selezionare attentamente le fonti e ricorrere, se possibile, a siti istituzionali o comunque a materiali attendibili. Occorre citare le fonti seguendo il protocollo internazionale per le citazioni bibliografiche (vedi). Un’indicazione importante è quella della data di consultazione o pubblicazione, che segnala l’attualità delle informazioni.

Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 3.2.1 La struttura della scheda terminologica, Breve introduzione alla terminologia, http://www.farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=30