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2.3 La rappresentazione dei concetti


Secondo Cabré (1998:181), un concetto può essere rappresentato attraverso un’illustrazione o una definizione. L’illustrazione è l’unita iconografica che riproduce l’idea che gli individui hanno di una classe determinata di oggetti della realtà. Secondo la norma ISO 1087 (2005) la definizione è “la rappresentazione di un concetto mediante un enunciato descrittivo che permette di differenziarlo dai concetti correlati”.
La definizione rappresenta una fase fondamentale del lavoro terminologico in quanto la terminologia segue un procedimento onomasiologico, ovvero individua in primo luogo il concetto, poi lo definisce ed infine lo denomina.
Sempre Cabré (1990:182) distingue tre tipi di definizione sul piano teorico:
- definizione di tipo linguistico,
- definizione di tipo ontologico,
- definizione di tipo terminologico.
Questi tre tipi di definizione si diversificano per:
a. l’oggetto che descrivono:
1) la definizione linguistica descrive il segno,
2) la definizione ontologica descrive l’oggetto della realtà,
3) la definizione terminologica descrive il concetto all’interno di un sistema concettuale di un ambito specialistico.
b. i contenuti che esprimono:
1) la definizione linguistica include solo le caratteristiche necessarie a distinguere un concetto da un altro all’interno del sistema linguistico;
2) la definizione ontologica include tutti le caratteristiche proprie di un concetto;
3) la definizione terminologica, più descrittiva che oppositiva, descrive il concetto solamente in rapporto all’ambito di specialità.
Spesso, la distinzione tra questi tre modelli è più teorica che concreta, infatti spesso si trovano definizioni che al loro interno ricorrono ai tre tipi di definizione.
Secondo il sistema di rappresentazione dei concetti, le definizioni possono dividersi in due classi:
1) la definizione per intensione: consiste nell’esposizione dell’insieme delle caratteristiche del concetto descritto. Ad esempio, “gatto” avrà un’intensione più ampia rispetto al concetto “animale”, perché possiamo elencarne più proprietà.
2) la definizione per estensione: è la “quantità” di realtà a cui il concetto può riferirsi. Intensione ed estensione sono inversamente proporzionali. Ad esempio, il concetto “uomo bianco” ha più estensione rispetto a “uomo” ma, di conseguenza, ha meno estensione, perché si può applicare a meno individui.
Altri tipi di definizione possono essere (Magris et al., 2002):
- la definizione lessicografica: illustra il significato delle parole nel contesto di altre parole (sinonimi, parafrasi, elenchi) riportando anche le connotazioni o gli altri significati associati al lemma descritto;
- la definizione enciclopedica: fornisce informazioni generali sul concetto a fini didattici e si occupa di tutti i significati che un concetto può assumere.

Come abbiamo visto, esistono diversi tipi di definizione. Il livello di adeguatezza di una definizione dipende essenzialmente da due fattori: la funzione della definizione e i suoi destinatari. Infatti, in base a queste due caratteristiche, non cambierà solo il metodo di rappresentazione dell’oggetto, ma anche le scelte linguistiche del compilatore.
Nell’ambito delle conoscenze specialistiche, la definizione terminologica è sicuramente la più adeguata in quanto definisce con precisione i termini. Dubuc (1987:95 e segg.) individua una serie di caratteristiche che la definizione terminologica deve rispettare:
- chiarezza: una buona definizione non deve presentare ambiguità di senso o di struttura. Essa deve situare con chiarezza il concetto all’interno del sistema concettuale indicando da un lato il concetto generico e delimitando dall’altro, mediante le caratteristiche distintive, il concetto in esaminato dai concetti correlati;
- adeguatezza: la definizione deve potersi applicare al concetto da definire e solo ad esso;
- concisione: la definizione deve contenere tutti i tratti semantici essenziali e non superare la lunghezza di una frase. Le informazioni enciclopediche appariranno nella nota tecnica.
Inoltre, Dubuc elenca una serie di caratteristiche da evitare:
- tautologia: una definizione è tautologica quando contiene il termine da definire o un termine della stessa famiglia. Es.: Disboscare: il disboscare e il suo risultato. (fonte: www.demauroparavia.it ) ;
- circolarità: una definizione è circolare quando rimanda ad un concetto che è già definito dal termine preso in esame inizialmente. Questo tipo di definizione ricorre spesso ai quasi-sinonimi; ad esempio, è una definizione circolare profetizzare: predire e predire: profetizzare;
- negatività: se possibile, è meglio definire il concetto per quello che è, invece che per quello che non è.

Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 2.3 La rappresentazione dei concetti, Breve introduzione alla terminologia, http://www.farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=21