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2.1.2 Caratteristiche delle lingue speciali

Per molto tempo, lo studio delle lingue speciali si è limitato allo studio del loro lessico, individuato come la sola discriminante tra le diverse lingue speciali e la lingua comune.
Tuttavia, la terminologia non è la sola caratteristica peculiare delle lingue speciali, come vedremo in seguito.
Seguiremo la suddivisione generale delle caratteristiche delle lingue speciali presentata da Cabré (1998: 136):
1) Caratteristiche linguistiche:
a) frequenza delle seguenti strutture:
- neoformazioni ottenute per derivazione o per composizione da parole delle lingue classiche (es.: vasodilatazione, pericardio…);
- uso di sigle, acronimi e simboli;
- prestiti (non integrati o calchi) dalle lingue classiche e dall’inglese;
- rideterminazione semantica di termini della lingua comune (es.: massa, forza in fisica) o di altre lingue speciali (es.: collasso dalla medicina all’astrofisica);
- diffuso processo di nominalizzazione, cioè ai sintagmi verbali si preferiscono sintagmi nominali equivalenti;
- continuo uso della voce passiva e di forme impersonali;
- largo impiego di verbi copulativi (es: essere, diventare, costituire, consistere, significare, rappresentare, parere, sembrare, riuscire…);
- frasi generalmente corte;
- tendenza alla coordinazione sintattica;
- uso di codici semiotici extra-linguistici (immagini, grafici, schemi) per chiarire il messaggio trasmesso;
- altre caratteristiche non propriamente linguistiche: organizzazione testuale rigida e chiara, gerarchizzata, presenza di un paratesto costituito da note, rimandi, glossari, frequente ricorso agli esempi.
b) Assenza di:
- affissi familiari o popolari e vezzeggiativi;
- forme verbali come la seconda persona e le forme imperative;
- alcuni tipologie di discorso (esclamativo, ammirativo…).

2) Caratteristiche pragmatiche

Si tratta di quegli aspetti che permettono di distinguere la lingua comune dalle lingue speciali; tali aspetti possono essere ricondotti a tre punti fondamentali da considerare: l’argomento, i parlanti e la situazione di comunicazione.

3) Caratteristiche funzionali
Analogamente alla lingua comune, anche le lingue speciali svolgono altre funzioni oltre a permettere il passaggio del messaggio. Basandoci sullo schema delle funzioni della lingua proposto da Jakobson (vedi schema ), la funzione principale delle lingue speciali sarebbe quella referenziale, diretta a informare e permettere lo scambio di informazioni obiettive riguardo ad un argomento specialistico. Di conseguenza, i testi specialistici mostrano una spiccata tendenza alla mancanza di personalizzazione e all’obiettività (uso del si impersonale, nominalizzazione, verbi al presente indicativo…). Tuttavia, come sostiene Cabré (1998:141), le lingue speciali possono avere anche altre funzioni: quella emotiva, in quanto possono nascondere l’opinione personale dell’autore, quella conativa, poiché cercano di convincere indirettamente i destinatari; inoltre, la comunicazione specialistica spesso presenta uno stile particolare, caratteristica che può accomunare questi testi alla funzione poetica.

Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 2.1.2 Caratteristiche delle lingue speciali, Breve introduzione alla terminologia, http://www.farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=14